Dal 2006 Movimento Nazionale per la promozione e tutela dell'Artigianato Artistico e di Tradizione Italiano

Con questo Convegno, il Movimento Nazionale UNIONE ITALIANA ARTISTI ARTIGIANI, si propone di fare il punto della situazione per verificare lo stato dell’arte delle normative promulgate e adottate a livello nazionale e/o regionale a favore dell’Artigianato Artistico e di Tradizione, dopo l’entrata in vigore della Legge Quadro n. 443, 8 agosto 1985.

Nella maggior parte dei casi, i Mestieri d’Arte, confluiscono nell’incubatore generico delle Imprese Artigiane che, in realtà, non svolgono attività legate all’Artigianato Artistico e di Tradizione, anche se esiste una fiscalità semplificata dedicata ai creativi che vogliono trasformare il proprio hobby in business.

Un’occasione importante, anche per formulare al Governo nuove proposte volte al riconoscimento giuridico-istituzionale delle professionalità di milioni di persone che operano nel particolare settore di “nicchia” legato ai Mestieri d’Arte ancora presenti in Italia prima che essi si disperdano nella memoria, affinché gli sforzi, finora compiuti dal Governo, dalle Amministrazioni Regionali, dagli Enti locali e dalle Associazioni di Categoria per la promozione, sviluppo e tutela di questo peculiare patrimonio, quale testimonianza autentica della cultura popolare, non vadano vanificati.

Lettera del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella

Attestato ad Honorem per l’impegno profuso per la valorizzazione, promozione e conservazione dell’Artigianato Artistico e di Tradizione Italiano

ELENCO PREMIATI:

Maria Angioni - Sardegna
Anna Barola - Umbria
Luca Bartolucci - Umbria
Francesca Caproni - Umbria
Giuliano Ferri - Lazio
Patrizia Mancinelli - Umbria
Massimo Proia - Lazio
Tiziana Rossi  - Lazio
Laura Scatena - Umbria
Gabriella Tassotti - Marche
Anna Vigo - Umbria
Chiara Vigo - Sardegna

Spigolature. Il Palazzo San Macuto

Il palazzo, impropriamente chiamato di San Macuto, è stato recentemente destinato alle commissioni parlamentari. Il nome di Macuto proviene dal Santo al quale era stata dedicata la chiesa che si trova nella stessa piazzetta. La leggenda racconta che il nome del palazzo è quello di un monaco del Galles, che rifugiatosi nella città Gallo Romana di Aleithum, l'odierna Saint Malo, per sottrarsi alle persecuzioni dei Sassoni, vi aveva fondato un monastero, e poi, una volta divenuto abate era stato proclamato vescovo della popolazione. Il palazzo, annesso alla chiesa, fu costruito nel 1607 dal conte Girolamo Gabrielli di Gubbio e nel 1729 fu concesso ai gesuiti che vi avevano trasferito gli alunni del seminario romano ed aperto un convitto per giovanetti di famiglie nobili. Soppressa la Compagnia di Gesù, chiesa e palazzo furono acquistati dal monte di Pietà (1774) che cedette la prima alla Confraternita dei Curiali ed il Palazzo al cardinale Borromeo, che tuttora conserva il suo nome. Nel 1849 fu insediato da Mazzini ed in seguito divenne il Ministero dei Lavori Pubblici. Il palazzo ospita oggi il Collegio di San Roberto Bellarmino".

Fonte: http://www.060608.it/it/cultura-e-svago/beni-culturali/beni-architettonici-e-storici/palazzo-san-macuto.html