
Il Nostro Impegno
L'Associazione Nazionale UNIONE ITALIANA ARTISTI ARTIGIANI si è costituita nel 2006 - con gli scopi che potrai leggere nel COSA VOGLIAMO di questo stesso sito - avviando, nel contempo, un attivo dialogo nelle più autorevoli sedi governative volto a sensibilizzare e richiamare lo Stato per il riconoscimento istituzionale del particolare settore delle Arti affatto Minori e Mestieri, intorno al quale in Italia ruotano milioni di artisti artigiani ai quali si deve la salvaguardia di una fetta molto importante del patrimonio nazionale. In queste sedi, è stata ripetutamente letto e presentato un progetto di Legge-Quadro recante le "Norme generali in materia di tutela delle attività culturali, promozione delle attività produttive, istruzione, lavoro e formazione nei settori dell'artigianato artistico e di tradizione".
Scopo del suddetto progetto di legge, è quello di richiamare lo Stato al suo fondamentale compito di:
- tutore e promotore dei beni e delle attività culturali, riconoscendo il valore artistico, culturale e demo-antropologico delle Arti Minori (e Applicate) strettamente legate ad una serie di attività comprese nel cosiddetto settore di “artigianato artistico e di tradizione”, troppo spesso dimenticato dai mass-media e di cui al DPR 288/2001, a seguito Dlgs 112/1998;
- rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana fondata sul lavoro e non sull’impresa (artt. 1-4-35-45-53 della Costituzione).
Tutto ciò premesso, il progetto di Legge-Quadro statale in sostanza è rivolta a:
1) persone fisiche che operano esclusivamente come ditte individuali e/o in forma autonoma anche presso il proprio domicilio, tenuto conto di un altro nutrito settore dimenticato: quello degli artisti manuali di “strada”, oggi considerati ambulanti e nel peggiore dei casi alla stregua di straccivendoli;
2) associazioni culturali no-profit, onlus ecc. - per le quali la proposta intende prevedere speciali incentivi e riconoscimenti – realtà che stanno proliferando su tutto il territorio nazionale e che, nonostante l’assenza di una normativa adeguata, intendono sostenere (con grande difficoltà) il lavoro e la formazione dei numerosissimi artisti artigiani che operano, appunto, prevalentemente come lavoratori autonomi anche presso il proprio domicilio e per i quali la normativa nazionale vigente rende gravoso sopportare sia la produzione, sia l’insegnamento.
La proposta è sostanzialmente intesa a dettare:
3) norme generali in materia di istruzione, formazione, commercializzazione dei prodotti, per le suddette attività;
4) in caso imprese, una disciplina parzialmente derogatoria rispetto a quella attualmente esistente per le piccole e medie imprese artigiane.
L’assenza di una normativa adeguata, non solo rimpolpa un mondo sommerso dove molti artisti artigiani sono sfruttati e/o sottopagati, ma sta diventando la principale causa della progressiva mortalità del settore dell’artigianato artistico e di tradizione che, per propria squisita natura, in realtà, dovrebbe rientrare nel “patrimonio storico, artistico demo(etno)antropologico che costituisce testimonianza avente valore di civiltà” (Dlgs. 31 marzo 1998, n. 112, Capo V, Beni e Attività culturali, art. 148, comma a) e, in ragione di ciò, assoggettato a “tutela” (comma c); inteso come “attività culturale rivolta a formare e diffondere espressioni della cultura e dell’arte” (comma f) (in quanto attività provenienti direttamente dalla cultura materiale contadina); conseguentemente diventare oggetto di “promozione” (comma g) anche prevedendo l’attivazione di un circuito turistico nazionale.
L'ITALIA, PER QUANTO RIGUARDA IL SETTORE DELL'ARTIGIANATO ARTISTICO E DI TRADIZIONE, E' IL FANALINO DI CODA DELL'EUROPA: ALTRO CHE ALLINEAMENTO ALL'U.E. ! DOPO 25 ANNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE-QUADRO SULL'ARTIGIANATO, GLI ARTISTI ARTIGIANI SONO PRIVI DI TUTELA ADEGUATA E STANNO SCOMPARENDO Dovendo fare un bilancio dell'intensa attività svolta da UN.I.ARTI. rileviamo che, nonostante gli sforzi compiuti, a tutt'oggi è ancora fermo il progetto di legge che abbiamo presentato e, conseguentemente, anche la tanto auspicata legislazione di riferimento che sancisca, una volta per tutte, norme chiare e precise per i vari ambiti coinvolti nel settore dell'artigianato artistico e di tradizione. A nulla è servita la sensibilità dimostrata da taluni Onorevoli ed Amministratori di turno i quali più volte si sono trovati la strada sbarrata da procedure (o colleghi con altri orizzonti di gloria !) che hanno rallentato gli sforzi compiuti: per giunta, ogni volta che cambia la legislazione, bisogna ricominciare tutto daccapo.
Ad agosto 2010 ricorrono 25 anni dall'entrata in vigore della Legge-Quadro n. 443 sull'Artigianato (ovviamente generico) modificata ed integrata dalla L. 5 marzo 2001, n. 57 che disciplinava e definiva la figura dell'imprenditore Artigiano e dell'impresa artigiana. E con la Legge delega sono incominciati i guai per il settore dell'Artigiana Artistico.
La L. 15 marzo1997, n. 59 - a seguito del Dgls. 31 marzo 1998, n. 112 - sanciva il conferimento definitivo di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli Enti locali. Tra le Funzioni e compiti conservati allo Stato, di cui all'art. 13 comma a), troviamo la tutela delle produzioni delle ceramiche artistiche e di qualità. E allora viene da chiedersi: perchè la ceramica si, e tutte le altre tipologie sono state delegate alle regioni ? ... sono forse meno importanti ? La prima regione a recepire la Legge Delega n. 59, è stata la regione Autonoma Valle D'Aosta con propria L.R. 5 settembre 1991, n. 44 poi modificata ed implementata nel 2003. Allora risiedevo in quella regione e, in qualità di rappresentate del settore degli artisti artigiani, collaborai con un dirigente regionale alla stesura della normativa. A tutt'oggi le restanti regioni che si sono adeguate, prendendo spunto dalla Legge della Regione Autonoma Valle d'Aosta, si contano sulla punta delle dita. D'altro canto lo Stato, che avrebbe dovuto intervenire dopo aver accertato l'inattività e l'inadempienza delle funzioni e dei compiti spettanti alle regioni ed agli enti locali, non ha fatto nulla, tantomeno ha nominato il previsto Commissario che avrebbe dovuto provvedere in via sostitutiva.
POCA CONOSCENZA DEL SETTORE
Dando per scontato l'assunto che qualsivoglia iniziativa o proposta si arena di fronte alla poca conoscenza della materia trattata, ci troviamo di fronte ad un ulteriore problema di fondo molto più grave: la conoscenza di pochi ed il pressapochismo di molti.
Nel corso della precedente coalizione, contattammo un Deputato donna che ci fece attendere oltre due ore ore presso una sala dove c'era un convegno politico in corso. Ero accompagnata dalla vicepresidente di UN.I.ARTI. Quando l'Onorevole arrivò, trafelata ed in ritardo, le consegnammo la sintesi delle problematiche e delle varie proposte cercando di spiegarle il contenuto. Alla fine capimmo che aveva recepito poco o niente poichè da subito cercò di lavarsene le mani. Probabilmente aveva soltanto bisogno di ulteriori due presenze per il convegno in atto. Lo scorso anno fui ricevuta dal portavoce di un Ministro dell'attuale coalizione. Francamanete fu molto gentile e pareva interessato, fatto sta che riuscì ad annotare su un foglietto microscopico la sintesi del progetto di legge e le relative soluzioni proposte. Tra una telefonata e l'altra, senza mai distogliere lo sguardo dai lavori in corso alla Camera che scorrevano in diretta TV sullo schermo posto sulla sua scrivania piena di faldoni, mi disse che le avrebbe "passate alla Commissione competente". Siamo ancora in attesa di ricevere risposta.
MANCA IL "CARRO TRAINANTE"
Da tutto ciò emerge che al Governo manca una RAPPRESENTANZA tangibile e nutrita del settore dell'Artigianato Artistico e di Tradizione che faccia sentire la propria voce, prima che la mortalità che ha colpito il settore dell'Artigianato Artistico faccia ulteriori danni: manca, insomma, il proverbiale CARRO TRAINANTE. Ma non quello di lusso su cui sale chi fa impresa o industria trainato da focosi cavalli.
Per noi è sufficiente un carro anche più modesto e più lento trainato da un intelligente somaro perchè la strada si prospetta lunga ed in salita.
Sul nostro CARRO potrà salire il "POPOLO DEMOCRATICO DEGLI ARTISTI ARTIGIANI" che condivide i nostri ideali ed i nostri intenti ed ancora produce squisite forme di artistiche manualità di Arti affatto Minori che, nel mondo tecnologico, restituiscono all’uomo parte dei suoi spazi creativi.
Se esse sono sopravvissute fino ai giorni nostri, si deve a questi artisti artigiani più o meno sommersi, i quali si concretizzano nel realizzare le proprie opere di ingegno al di fuori di qualsiasi fenomeno di massa.
L’Associazione UNIONE ITALIANA ARTISTI ARTIGIANI vuole farle emergere, istituzionalizzarle, tutelarle ed attualizzarle con tutta la potenzialità di un fenomeno ancora pulsante, vivo, in grado di riprodursi e rinnovarsi, scongiurando, nel contempo, il rischio di sparizione.
L'ISCRIZIONE ALLE LISTE E' GRATUITO IN ATTESA DEL PRIMO CONGRESSO IN DATA DA DESTINARSI.
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